ASSEMBLEA GENERALE 2003

Nuove sfide e proposte dell’Api per un’acquacoltura capace di competere in un mercato sempre più globalizzato, a fronte del cambiamento dei  modelli di consumo.

Le nuove cariche sociali per il triennio 2003 – 2006.

 

Si è tenuta sabato 21 giugno presso la sala congressi dell’Hotel Holiday Inn di Verona, alla presenza di una nutrita rappresentanza di piscicoltori, l’annuale assemblea della nostra Associazione che rappresenta oltre il 90% delle produzioni ittiche nazionali di acquacoltura, 65.000 ton nel 2002, pari ad una PLV di 255 milioni di Euro.

L’assemblea ha offerto un ampio quadro dell’attività istituzionale svolta dall’associazione per la categoria a livello comunitario, nazionale e regionale. Una “presenza attiva e costruttiva nel panorama ittico italiano”, come sottolineato nel messaggio di saluto, pervenuto dal Sottosegretario alla Pesca e all’Acquacoltura Paolo Scarpa Bonazza Buora, letto dal Presidente in apertura dei lavori assembleari.

L’appuntamento di quest’anno, che prevedeva fra l’altro il rinnovo delle cariche sociali per il triennio giugno 2003/giugno 2006, cade in un momento particolare per il comparto che, nell’ultimo biennio, ha risentito negativamente delle congiunture economiche nazionali ed internazionali, cui è derivato un rallentamento della domanda interna non compensato da un pari incremento della domanda estera. Inoltre l’acquacoltura italiana ha dovuto contrastare l’aggressività commerciale dei partners comunitari e non, che spesso commercializzano sul mercato nazionale prodotti di acquacoltura a prezzi inferiori i costi di produzione. Uno scenario dove permane il trend negativo della bilancia ittica: l’Italia infatti importa 2/3 del pesce consumato (nel 2002 l’import è stato pari a 779.000 ton con un incremento del 1.3% rispetto l’anno precedente).

 

LA RELAZIONE DEL PRESIDENTE

A fronte di questa situazione che vede anche un cambiamento dei modelli di consumo anche per i prodotti ittici, l’Api si è impegnata a valorizzare la qualità e la sicurezza alimentare delle produzioni di acquacoltura italiana, e questo aspetto ha rappresentato il perno della relazione del presidente uscente Pier Antonio Salvador.

 “Le debolezze strutturali del comparto - ha rilevato infatti Pier Antonio Salvador - stanno portando a perdita di competitività e a riduzione di margini di profitto per le nostre aziende. Tutto ciò a fronte di un aumento generalizzato dei costi di produzione, e fra questi anche la sicurezza alimentare, che non sempre la GDO è disposta a riconoscere e quindi a pagare in termini di qualità. Le opportunità del comparto non sono poche, ma tracciabilità e sicurezza alimentare devono rappresentare i cavalli di battaglia dell’acquacoltura. Bisogna incrementare la redditività delle aziende riducendo i costi di produzione, migliorando e ottimizzando le tecniche di allevamento, rinnovando le strategie commerciali e promozionali, incrementando la competitività e la produttività degli allevamenti, attraverso l’adeguamento tecnologico di processo, ma soprattutto di prodotto, con nuove generazioni di prodotti, nuove forme di confezionamento”.

Proprio per garantire la qualità del pesce allevato in Italia, la nostra associazione ha intrapreso un percorso “virtuoso” che, partendo dal “Codice di buona pratica di allevamento in acquacoltura”, passando attraverso il “Protocollo d’intesa per una alimentazione trasparente e garantita dei pesci d’acquacoltura”, ha raggiunto il prestigioso traguardo della definizione di “Linee guida e specifiche tecniche per la certificazione di prodotto di trote, spigole ed orate”, che devono diventare uno strumento di promozione dei prodotti di acquacoltura nazionali.

L’Api poi, per valorizzare le produzioni dell’acquacoltura italiana, ha avviato, con il contributo della Direzione Generale della Pesca e dell’Acquacoltura, un progetto per migliorare l’immagine del comparto, far conoscere al consumatore sicurezza, qualità e freschezza dei prodotti dell’acquacoltura italiana, e far conoscere l’impegno dei piscicoltori italiani nel rispetto dell’ambiente e nel rispetto del prodotto.

Salvador ha poi rilevato come il passaggio delle competenze da Stato a Regioni, non sempre ha portato quella riduzione degli adempimenti burocratici che il settore si aspettava. Considerata la dimensione e la specificità del nostro comparto produttivo - ha proseguito Pier Antonio Salvador -  abbiamo sempre guardato al decentramento con qualche perplessità ritenendo che un comparto con circa 1000 impianti sparsi sul territorio nazionale, ben difficilmente avrebbe potuto ottenere quelle competenze e quelle attenzioni che un’Amministrazione centrale poteva dare al settore. Comunque eravamo molto fiduciosi, soprattutto speravamo che il passaggio alle Regioni comportasse una radicale riduzione delle procedure burocratiche per le nostre imprese e quindi una riduzione anche dei costi burocratici. Così non è stato, infatti con lo SFOP 2000-2006 e con la ripartizione dei fondi per l’acquacoltura fatta su principi non del tutto condivisibili, abbiamo potuto, purtroppo, riscontrare non pochi problemi per le nostre aziende. Ben difficilmente sarà possibile un “giro di boa a 180°” recuperando l’esperienza del passato, ma è indispensabile fare alcune riflessioni valutando le varie opzioni possibili affinché il decentramento, ormai intrapreso, sia coerente con gli interessi del nostro comparto. A questo proposito riteniamo che la riforma del Titolo V della Costituzione approvata recentemente dal Consiglio dei Ministri possa offrire spazi per un giusto equilibrio di competenze tale da non svantaggiare ulteriormente il nostro comparto produttivo.

I provvedimenti che auspichiamo, pochi ma incisivi, da concertare tra Stato e Regioni potrebbero essere:

-         un unico bando annuale per tutte le Regioni;

-         un unica modulistica per tutte le Regioni;

-         adempimenti burocratici uguali per tutte le Regioni;

-         stesse spese ammissibili per tutte le Regioni.”

I lavori assembleari hanno inoltre evidenziato l’esigenza del comparto di una “Legge quadro nazionale per l’acquacoltura” che consenta una razionalizzazione di tutti gli aspetti giuridici, economici e amministrativi, che le aziende di allevamento ittico si trovano a dover “gestire” nella loro quotidiana attività.

 

 

I BILANCI

I lavori dell’Assemblea sono quindi proseguiti con una dettagliata esposizione del bilancio consuntivo al 31/12/2002, approvato all’unanimità dall’Assemblea, cui è seguita la descrizione del bilancio preventivo 2003, anch’esso unanimemente approvato. Il presidente del Collegio Sindacale, dott. Edoardo Rossi, ha dato lettura della relazione sul bilancio consuntivo per l'esercizio 2002, nel quale risulta una gestione amministrativa prudente e conforme a quanto approvato in sede di previsione con un andamento largamente positivo della gestione finanziaria.

Inoltre, la relazione del Collegio Sindacale ha confermato l’attenzione dell’Associazione nella ricerca di nuove opportunità di finanziamento pubblico per progetti e programmi che interessano tutta la categoria. Infine è stato messo in risalto come il bilancio consuntivo per l’esercizio 2002 risulti adeguatamente rappresentativo dei risultati della gestione, sia di competenza che dei residui, e che le risultanze di bilancio corrispondono ai numeri esposti in bilancio e relative pezze giustificative di supporto.

L’Assemblea ha inoltre approvato la proposta del Consiglio Direttivo illustrata dal Presidente, relativamente all’adeguamento dei contributi associativi a valere del primo gennaio 2004, considerato che gli stessi sono rimasti invariati per 14 anni: cioè dal 1989.

 

GLI INTERVENTI

Nel corso dell’assemblea sono intervenuti:

il Vice-Presidente uscente Licinio Corbari che ha proposto la nomina di Gabriele Mandelli - per oltre venti anni impegnato per la crescita categoria nel Consiglio Direttivo API - a presidente onorario. Un lungo e caloroso applauso ha ratificato la proposta.

Giordano Veronesi, dell’omonimo gruppo alimentare e mangimistico, già presidente Assalzoo che, ricordando il suo personale e forte legame con l’acquacoltura, ha posto l’accento sull’importanza di una maggiore coesione associativa di tutti i produttori per risolvere i problemi della categoria.

Il Consigliere regionale Paolo Cerioni, ha portato il saluto della Regione Veneto, ricordando l’impegno dell’amministrazione regionale per l’acquacoltura, che segue con attenzione le dinamiche economico-produttive di questo vivace comparto dell’economia regionale.

Giuseppe Bovo, responsabile del Centro di Referenza Nazionale delle Malattie dei Pesci, nel portare il saluto anche dell’I.Z.S. delle Venezie, ha sottolineato l’importanza di uno stretto accordo tra mondo produttivo e mondo della ricerca, ed ha auspicato che questo divenga più incisivo per meglio interpretare le esigenze degli allevatori.

Il presidente Pier Antonio Salvador, prima di dare il via alle operazioni di voto, ha voluto ringraziare il Consiglio Direttivo per il lavoro svolto durante il suo mandato, ricordando che: “il duro compito di tutti i Consiglieri è quello di tutelare e salvaguardare gli interessi della piscicoltura italiana”. Ha poi voluto ringraziare, per il suo costante e proficuo impegno, il direttore dell’Associazione, “motore dell’API costantemente impegnato per l’associazione”. Infine ha rivolto un sincero e sentito ringraziamento al personale Api e a tutti i suoi collaboratori.

 

CARICHE SOCIALI GIUGNO 2003/GIUGNO 2006.

Il rinnovo delle cariche sociali per il triennio 2003/2006 ha riconfermato alla presidenza dell'associazione piscicoltori italiani, Pier Antonio Salvador che conduce, insieme al fratello Claudio a Sacile (PN), un impianto di troticoltura attivo da due generazioni. Confermato anche alla vice-presidenza Licinio Corbari, allevatore di specie marine a Brindisi, mentre alla vice-presidenza per le specie d’acqua dolce è stata chiamata la pordenonese Mirella Fossaluzza, con allevamenti di trote in Friuli Venezia Giulia e in Trentino.

L’importanza, all’interno dell’Api dell’allevamento di specie ittiche marine, viene testimoniata, oltre che dalla presenza di Corbari, di altri quattro rappresentanti di questo vivace settore dell’acquacoltura nazionale e cioè: Luca Tinelli di La Spezia, Marco Gilmozzi di Orbetello (GR), Gaspare Barbera di Bari e il siciliano Salvatore Puglisi Cosentino. I vallicoltori sono rappresentati in Api da Alberto Vacchi, titolare di valli in provincia di Padova e di Venezia.

Sempre ampiamente rappresentata la troticoltura, principale produzione dell’acquacoltura nazionale, con Mario Tranquilli di Preci (PG), Maurizio Grispan di Pescara, il trentino Roberto Grossi con impianti anche in Lombardia, Lucio Fariano di Centallo (CN), due trevigiani, Paola Salvador e Alfonso Fuselli e il toscano Riccardo Giovannetti.

Sindaci effettivi sono risultati eletti i Signori: Edoardo Rossi e Maria Luisa Biella quest’ultima scelta in una terna di nomi segnalati, ai sensi dell’art. 21 del vigente statuto, dall’Associazione Italiana Allevatori. Il terzo membro effettivo del Collegio Sindacale, sempre ai sensi dell’art. 21, sarà designato dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali. Sindaci supplenti sono stati eletti i Signori: Bianca Acco e Pierdomenico Stefanuto.

Per quanto riguarda il Collegio dei Probiviri, sono risultati eletti i Signori: Argo Fornaciari, Niccola Rossi e Arnalda Venier.

 

A.T.

 

 

 

EVENTI E MANIFESTAZIONI

 

AGOSTO:

·  Norvegia 8-12 agosto 2003

Trondheim

Aquaculture Europe 2003-07-21

Conferenza internazionale, anteprima di AquaNor 2003

e-mail: ae2003@aquaculture.cc

 

·  Norvegia 12-15 agosto 2003

Trondheim

Aqua Nor 2003

Manifestazione biennale di acquacoltura

e-mail: mailbox@nor-fishing.no

 

 

SETTEMBRE:

·  Australia 17-18 settembre 2003

Perth

Seafood Directions

Conferenza sull’industria del pesce in Australia

 

 

OTTOBRE:

·  Italia 04-12 ottobre 2003

Genova

Fiera di Genova in concomitanza con il 43° Salone Nautico Internazionale, “Sapore di Mare Preview”, per la valorizzazione del pesce e della cucina mediterranea.

e-mail: saporedimare.dm@libero.it

 

 

·  Italia 15-17 ottobre 2003

Verona

Acquacoltura International 2003: conferenza internazionale di acquacoltura

e-mail: sue.hill@informa.com

 

 

DICEMBRE:

·  Australia 3-5 dicembre 2003

Sidney

Acquacoltura Australia: conferenza sui prodotti dell’acquacoltura delle regioni asiatiche e del Pacifico.

 

 

 

SISTEMA DI MONITORAGGIO API

DEI PRODOTTI ITTICI

DI ACQUACOLTURA IN ITALIA

 

MERCATO DEL PESCE - Il mese di aprile presenta una stabilità degli acquisti come indicazione di un primo segnale di recupero, infatti rispetto al periodo corrispondente 2002 rileva la stesso livello di acquisti.

A determinare questa situazione sono sia gli acquirenti che gli acquisti medi che non subiscono alcuna variazione di rilievo nel breve periodo.

Generale aumento del  prezzo di vendita, che aumenta tranne in area 4 (Campania, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia) dove si registra un calo di circa (-3%).

Aumentano, invece, gli acquisti in promozione.

 

MARE - A sostenere nel breve la stabilità degli acquisti sono i molluschi in genere, il segmento delle produzioni di acquacoltura di qualità per orata-branzino e i crostacei.

Più debole invece il settore del pescato, trainato verso il basso dal pesce azzurro.

Le aree del centro-sud (area 3, Toscana, Marche, Umbria e Lazio e area 4) sono più statiche rispetto ad un nord leggermente più dinamico (area 1, Lombardia, Piemonte, Liguria e Val D'Aosta e area 2, Veneto, Trentino, Friuli, ed Emilia Romagna).

Il canale dei supermercati resta il “negozio” trainante rispetto ad una pescheria di cui si confermano le difficoltà.

Il prezzo di vendita rimane invariato in tulle le aree di riferimento.

 

FIUME - Primo segnale positivo di recupero degli acquisti, spinti sia da trota (+7%) sia dal salmone, supportati anche da una diminuzione  significativa del prezzo medio dell’8% circa.

Le grandi superfici moderne ovviamente sono il propulsore di tali segmenti grazie alla loro forza promozionale.

 

 

 

aqua flow

European Network for the Dissemination of Aquaculture RTD Information (Q5CA-2000-30105) and previously FAIR-3837.

Ref.: MSM 126100003 (CZ)

 

Aqua-Flow ref.: TL2001-011

 

Parole chiave: Altro, Acquacoltura e ambiente, Regolamenti e monitoraggio, Qualità dell’acqua

 

LA VALIDITÀ DEI TEST TOSSICOLOGICI

 

L’ambiente acquatico è particolarmente vulnerabile ai contaminanti ambientali quali sostanze chimiche e prodotti vari.

Per questo motivo è stata data grande priorità alla determinazione della tossicità dei composti chimici, nei confronti degli organismi acquatici. I test tossicologici sono condotti a tre diversi livelli: cellulare o tissutale, su specifici organismi ed a livello di ecosistema.

Le colture cellulari utilizzate per i test condotti in vitro sono utilizzate principalmente per comprendere i meccanismi di azione di un agente tossico e possono essere utilizzate anche per test  tossicologici di routine. Il vantaggio principale delle colture cellulari è rappresentato dall’elevata sensibilità e riproducibilità dei risultati, così come dai costi contenuti e dal risparmio di tempo che consentono. D’altra parte, i sistemi in vitro  non possono sostituire i sistemi enzimatici ed immunitari di un organismo vivente, perciò i risultati ottenuti sulle colture devono essere interpretati con molta cautela. I test su organismi rappresentano un adeguato compromesso tecnico ed economico. La selezione delle specie da utilizzare per un test tossicologico avviene tenendo conto dei rispettivi livelli trofici nell’ambiente acquatico - batteri, alghe, organismi planctonici, pesci. Maggiore è il numero di specie utilizzate, migliore sarà la rappresentatività dei risultati. I laboratori tossicologici della Repubblica Ceca utilizzano i classici “biotest” standard detti anche “test di prima generazione”. La metodologia è standardizzata a livello internazionale dalle norme ISO (International Standardisation Organisation) ed OECD. I test a livello di ecosistema sono evidentemente quelli più significativi. I vantaggi principali sono quelli di poter studiare l’effetto che una sostanza può avere sull’ambiente, utilizzando un modello molto vicino a quello naturale. Gli svantaggi sono rappresentati dal fatto che cambiamenti nella composizione dell’ecosistema possono non essere direttamente correlati alla sostanza testata ma possono essere causati da alterazioni nella catena alimentare o da altri fattori. Un altro problema dei test a questo livello è rappresentato dalla riproducibilità, ossia dalla necessità di assicurare le stesse condizioni di base a ciascun test.

Presso il Research Institute of Fish Culture and Hydrobiology, sono i test sono sviluppati a tutti e tre i livelli. Una Unità per le colture cellulari si occupa dei test in vitro. I test acuti sugli organismi acquatici sono condotti in condizioni controllate di laboratorio, mentre i test a livello di ecosistema vengono condotti in bacini (pond) di piccole dimensioni e forniscono informazioni essenziali per l’approvazione di regolamenti circa l’impiego di determinate molecole nell’ambiente acquatico.

 

Coordinatore di Ricerca:

Prof. Zdeňka Svobodová
University of South
Bohemia České Budějovice
Research Institute of Fish Culture and Hydrobiology at Vodňany
389 25 Vodňany -
Czech Republic

Tel.: +420342/382402, Fax:  +420342/382396

E-mail: zsvobod@vurh.jcu.cz

 

Rappresentanti Aqua-Flow:

Ambito Nazionale: Prof. Marco Saroglia

Università dell’Insubria in Varese, via Dunant 3, 21100 Varese, Italy

E-mail: marco.saroglia@uninsubria.it

Fax: +39 0332 421500

Ambito Internazionale: Alistair Lane

E-mail: aquaflow@aquaculture.cc

 

 

 

LA MALATTIA DEL SONNO

Seconda parte

 

IMPATTO DELLA MALATTIA IN ALLEVAMENTO

Solitamente la MS è responsabile di una bassa mortalità, stimabile in valori inferiori al 5% della popolazione colpita; tuttavia talvolta si possono osservare mortalità del 10-15% fino al 40%. Questi valori elevati sono normalmente riferibili al sovrapporsi di patologie intercorrenti soprattutto a livello branchiale; visto che i pesci non si alimentano più, si indeboliscono ed, adagiandosi al fondo delle vasche, sono più suscettibili all’aggressione da parte di agenti opportunisti. Si è osservato che gli episodi infettivi durano circa 30-60 giorni durante i quali il pesce malato si alimenta poco con arresto dell’accrescimento corporeo che normalmente è limitato al periodo della malattia clinica ma che può protrarsi nel tempo per comparsa di una pancreatite cronica che impedisce il raggiungimento della taglia commerciale desiderata. L’aspetto economico più importante sembra comunque legato alla mancata alimentazione durante la fase clinica che può allungare i cicli produttivi di 30-40 giorni.

Recentemente inoltre sono state evidenziate in partite con MS pregressa, inviate alla macellazione per la produzione di filetti, gravi lesioni a livello muscolare, consistenti in aree di diversa colorazione rispetto alla restante muscolatura, con conseguente notevole deprezzamento del prodotto lavorato.

 

LA SITUAZIONE NEL NOSTRO PAESE

In Italia la MS è stata segnalata, a partire dagli anni ’80. Da allora sono stati descritti episodi   sporadici che non sono mai sfociati in vere e proprie epidemie. Purtroppo, come per molte altre patologie, non esistono dati ufficiali per cui è difficile stabilire la prevalenza, ovvero il numero di focolai nel territorio né l’incidenza che indica il numero di nuovi focolai per anno, un indice obiettivo indispensabile per seguire l’andamento epidemiologico della malattia; per questi motivi non è possibile inoltre quantificare il danno reale della MS. E’ comunque opinione comune, tra gli allevatori ed i tecnici del settore, che la malattia sia stabile come diffusione ed incidenza economica e che, da un punto di vista pratico, i normali episodi non preoccupano il mondo della produzione. Fanno eccezione alcuni episodi gravi che fortunatamente appaiono essere estremamente rari.

La mortalità riscontrata è generalmente limitata entro limiti ritenuti accettabili, spesso però gli episodi, se non adeguatamente seguiti, possono complicarsi con infezioni secondarie (malattie branchiali, infestazioni parassitarie, etc.) in grado di causare perdite economiche significative.

Per quanto riguarda le indagini diagnostiche eseguite presso il nostro Istituto, su oltre 200 soggetti sintomatici, prelevati nel corso di 7 episodi distinti, non hanno consentito di isolare alcun agente virale simile a quello descritto dagli autori francesi. In circa 80% dei soggetti esaminati è stato invece isolato il virus della Necrosi Pancreatica Infettiva (IPNV), ritenuto dagli autori francesi un agente ubiquitario di nessun significato eziologico nei confronti della MS.

Questa elevata percentuale di positività nei confronti di IPNV pone comunque alcuni interrogativi sul ruolo di questo agente negli episodi osservati e sarebbe importante verificare il ruolo di questo virus che normalmente colpisce i giovani avannotti fino al quarto mese di età provocando sintomi e lesioni completamente diverse da quelle osservate negli episodi di MS.

A partire da gennaio 2003 il nostro Dipartimento è stato coinvolto in un progetto di ricerca comunitario a cui partecipano colleghi dell’Università di Belfast, del Centro di Referenza Nazionale Francese di Brest e dell’Università di Oslo.

La collaborazione è iniziata con l’approfondimento multidisciplinare relativamente ad un focolaio riscontrato, nella scorsa primavera in Provincia di Trento.  I primi risultati della collaborazione hanno confermato le lesioni istologiche già evidenziate presso i nostri laboratori; inoltre, nel siero dei soggetti colpiti, è stata identificata la presenza di anticorpi diretti contro il virus della MP. Questo dato, se confermato con indagini più approfondite, tuttora in corso, potrà supportare maggiormente l’ipotesi che nell’eziologia della MS della MP sia coinvolto un unico agente causale in grado di indurre la MS nelle trote e la MP nel salmone atlantico.

Per approfondire le conoscenze, nel corso di un recente incontro, promosso a Verona dall’API, cui hanno partecipato veterinari dell’industria mangimistica e degli Istituti Zooprofilattici, è stata chiesta la collaborazione di quanti operano nel territorio al fine di poter disporre di materiale fresco, necessario alla continuazione delle indagini.

 

CONTROLLO

In presenza di una malattia che ancora presenta aspetti poco noti, la domanda più frequente degli allevatori, riguarda il comportamento da attuare in presenza di focolaio di MS. Ciò che si può suggerire è la rigida applicazione delle regole generali valide per tutte le malattie infettive; pertanto, nel corso degli episodi clinici, si dovrà evitare agli animali ogni causa di stress, ridurre l’alimentazione, controllare frequentemente lo stato sanitario generale per intervenire precocemente in caso di infestazioni parassitarie o superinfezioni batteriche. Ovviamente le popolazioni colpite devono essere escluse da ogni scopo riproduttivo ed avviate, quanto prima, alla macellazione. L’attenzione va estesa anche ai reparti non colpiti e soprattutto ai settori a valle alle quali dovranno essere riservate le stesse cure previste per il settore colpito dalla malattia; in particolare a valle delle vasche interessate si potrebbe tentare di diminuire la morbilità diminuendo, se possibile, la densità d’allevamento.

Ovviamente queste misure, valide a livello aziendale, devono trovare un riscontro a livello di territorio con l’adozione di strategie concordate a livello nazionale tra i rappresentanti della produzione e le autorità sanitarie.

 

CONCLUSIONI

Per concludere questa breve presentazione della Malattia del Sonno si può senz’altro affermare che, almeno nel nostro Paese, essa non costituisce, attualmente, un rischio prioritario. Stante comunque le informazioni relative ad un aumento della sua incidenza e patogenicità in territorio francese, si ritiene opportuno monitorare costantemente la sua diffusione ed il suo impatto.

Il primo passo potrebbe essere rappresentato dall’attuazione di un osservatorio epidemiologico, da estendere a tutte le principali patologie, con raccolta dei principali dati: prevalenza della malattia, comparsa di nuovi focolai, mortalità e consenta di valutare l’opportunità di un intervento teso ad eliminare la malattia nel territorio, sfruttando la favorevole situazione epidemiologica.

 

Dr. Giuseppe Bovo

Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie,

Viale dell’Università 10, 35020 LegnaroPADOVA

Tel. 049-8084 248, fax: 049 80 84 392; e-mail: gbovo@izsvenezie.it.

 

BIBLIOGRAFIA

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