L’ASTAXANTINA: IL CAROTENOIDE IDEALE PER UN’EFFICIENTE SALMONATURA DELLA TROTA

 

Introduzione

L’allevamento della trota è una delle più consolidate attività dell’acquacoltura. Oggi la redditività di questo allevamento è sempre più connessa ad un’attenta gestione dei costi e soprattutto ad un’ottimizzazione dell’efficienza produttiva.

La pigmentazione delle carni è uno dei parametri qualitativi che debbono essere attentamente considerati. Recenti indagini di mercato hanno evidenziato che i consumatori, nel giudicare la qualità delle carni, attribuiscono grande rilievo alla corretta pigmentazione, alla freschezza ed al tenore lipidico. Il colore rosa dei filetti costituisce elemento di valorizzazione commerciale essendo associato dai consumatori ad un prodotto di qualità e di buon valore organolettico. Ecco perché la scelta del carotenoide, le dosi e le modalità di somministrazione risultano essere fattori cruciali per il successo commerciale dell’allevamento.

 

Funzioni biologiche dei carotenoidi

I carotenoidi sono una vasta famiglia di composti presenti in natura e tutti derivati dal β-carotene. Ad oggi sono stati isolati a partire da funghi, alghe, batteri ed altri organismi inferiori circa 600 carotenoidi. Gli organismi superiori (pesci, uccelli, mammiferi...) non sono in grado di sintetizzare i carotenoidi e debbono assumerli con la dieta. I pesci ingeriscono carotenoidi attraverso alghe o crostacei. Il carotenoide più importante e tipico delle specie acquatiche è l’astaxantina, così chiamata perché isolata per la prima volta dal crostaceo Astacus gammarus.

L’astaxantina, così come tutti i carotenoidi, svolge nell’organismo animale funzioni biologiche importanti quali:

§                     precursore della vitamina A

§                     antiossidante -  protegge le membrane cellulari dai danni causati dai radicali liberi

§                     stimolatore della risposta immunitaria

§                     fattore di crescita

§                     pigmentazione di alcuni tessuti - mantello, piume, pelle, carne e uova a seconda delle specie - con finalità diverse (ad es. richiamo sessuale nella fase di riproduzione, protezione dell’uovo dai fenomeni ossidativi, ecc...).

L’importanza di queste funzioni biologiche è stata dimostrata da numerosi studi. Christiansen e coll. (1995) hanno ad esempio evidenziato che 1 mg di astaxantina/kg di alimento è sufficiente per aumentare dal 35% all’82% la sopravvivenza di avannotti di salmone e che con 5 mg/kg di alimento è possibile ottenere una vitalità prossima al 100%. Da osservare infine che le proprietà biologiche dei carotenoidi sono oggetto di attento studio anche in campo medico e che i primi risultati di queste ricerche hanno già portato all’impiego nell’uomo della luteina nei casi di degenerazione maculare senile, un difetto della visione, o del licopene per la prevenzione del carcinoma alla prostata.

Contrariamente ad un’opinione diffusa i carotenoidi sono perciò importanti in via primaria per le importanti funzioni biologiche svolte nell’organismo.

 

L’astaxantina: il carotenoide dell’acquacoltura

Nell’allevamento della trota e degli altri salmonidi i carotenoidi debbono essere aggiunti e somministrati attraverso l’alimentazione. La legislazione europea ammette l’impiego di due carotenoidi per salmonidi: l’astaxantina, che come detto è il carotenoide tipico delle specie acquatiche, e la cantaxantina.

Una volta ingeriti i carotenoidi subiscono il processo digestivo ed una quota viene a assorbita a livello intestinale e depositata nei diversi tessuti. Nelle carni il carotenoide si lega alle fibre muscolari ed il legame, per ragioni di ordine chimico, è molto più solido nel caso dell’astaxantina rispetto alla cantaxantina. A conferma della maggiore affinità dell’astaxantina per le specie acquatiche è anche il colore conferito ai filetti che risulta essere rosso- rosa rispetto ad un colore rosso più scuro nel caso della cantaxantina.

La pigmentazione della trota può essere influenzata da numerosi fattori: genetica, pezzatura, stadio di maturazione, stagione, caratteristiche del pigmentante, stato sanitario, stress, caratteristiche dell’alimentazione...

Senza entrare in una lunga analisi di ciascuno di questi elementi possiamo limitarci ad esempio a ricordare che una patologia che riduca l’assorbimento intestinale influirà in modo diretto sul grado di pigmentazione dei filetti.

Le caratteristiche del pigmentante sono un altro elemento importante da considerare. Numerose ricerche condotte periodicamente nell’arco degli ultimi 10 anni hanno confermato che tra astaxantina e cantaxantina vi è un’evidente differenza di efficienza di deposizione nei filetti. In pratica, nonostante i cambiamenti della genetica e delle tecniche di alimentazione e allevamento intercorse, l’astaxantina è almeno 1,5 volte più efficiente della cantaxantina. Una recente sperimentazione ha confermato questo dato su trote da porzione.

I ricercatori hanno operato su trote a partire da un peso di 100 g circa alimentate con una dieta fino al peso di circa 180 g (da 0 a 42 giorni di prova). I pesci sono stati suddivisi in due gruppi a seconda del carotenoide impiegato:

§                     gruppo 1 - astaxantina 24 mg/kg di alimento (AX24)

§                     gruppo 2 - cantaxantina 40 mg/kg di alimento (CX40)

Da 180 g a 300 g di peso (da 42 a 84 giorni di prova) gli animali sono stati ulteriormente suddivisi così da avere 4 gruppi trattati ovvero:

§                     gruppo 1 - astaxantina 24 mg/kg di alimento (AX24)

§                     gruppo 2 - cantaxantina 40 mg/kg di alimento (CX40)

§                     gruppo 3 - astaxantina 46 mg/kg di alimento (AX46)

§                     gruppo 4 - cantaxantina 77 mg/kg di alimento (CX77)

Sia nel primo che nel secondo periodo sperimentale la maggior quantità di cantaxantina rispetto all’astaxantina (rapporto 1,67:1) non ha determinato un significativo aumento della quantità assoluta di carotenoidi depositati nei filetti.

E’ al contrario risultata significativamente migliore l’efficienza di deposizione (% della quota ingerita che si deposita nei filetti) dell’astaxantina rispetto alla cantaxantina in entrambe le fasi sperimentali come si può osservare dal grafico 1.

La pigmentazione dei filetti, misurata sia strumentalmente con apparecchio Minolta che visivamente con la scala colorimetrica SalmoFan (vedi grafico 2), non è risultata significativamente diversa tra i due carotenoidi. L’astaxantina ha inoltre determinato una  pigmentazione dei filetti con tonalità rosso-rosa più gradita dai consumatori.

Questa sperimentazione costituisce un’ulteriore dimostrazione della maggiore efficienza di pigmentazione dell’astaxantina rispetto alla cantaxantina. In pratica impiegando l’astaxantina si può somministrare un quantitativo inferiore di carotenoidi ed ottenere un prodotto che meglio risponde alle esigenze del mercato.

La maggiore affinità dell’astaxantina per la pigmentazione della trota si riscontra anche confrontando le caratteristiche delle carni nelle fasi di conservazione e successiva lavorazione. Infatti l’astaxantina rispetto alla cantaxantina determina :

§                     minor rischio di irrancidimento;

§                     mantenimento di un colore rosso-rosa dopo cottura;

§                     conservazione del colore nel pesce surgelato;

§                     stabilità nel caso di prodotto sottovuoto conservato a 4°C.

 

Fonti di astaxantina

L’impiego dell’astaxantina nell’alimentazione dei salmonidi è autorizzato nell’Unione Europea alla dose massima di 100 mg/kg di alimento. Le fonti di astaxantina sono costituite da :

§                     Carophyll Pink, a base di astaxantina di sintesi. Si tratta del prodotto che ha ottenuto l’autorizzazione e che perciò ha risposto alle richieste di qualità, sicurezza ed efficacia fissate dalla UE. E’ importante sottolineare che la molecola è chimicamente e biologicamente uguale a quella isolata in natura.

§                     Lieviti (Phaffia rodozyma) ricchi in astaxantina : un prodotto commerciale di questo tipo è approvato in via provvisoria. Per una sua autorizzazione definitiva debbono essere forniti numerosi chiarimenti alle autorità scientifiche europee riguardanti in particolare la definizione e la costanza chimica di un prodotto costituito da una biomassa di fermentazione.

§                     Alghe (Haematococcus pluvialis) ricche in astaxantina. La caratterizzazione del prodotto è complessa e per la sua produzione sono necessarie vaste superfici per la coltivazione delle alghe (con un notevole impatto ambientale).

§                     Crostacei ed estratti di crostacei. Anche in questo caso si tratta di prodotti difficilmente standardizzabili e controllabili.

 

Conclusioni

La pigmentazione della trota è un fattore critico di successo dell’allevamento. In una fase di mercato caratterizzata da forte competitività è necessario operare scelte che permettano di ottimizzare i costi produttivi ed esaltare le caratteristiche qualitative del prodotto finale. L’astaxantina è indispensabile alla moderna troticoltura perché permette, in modo efficiente, di rispondere alle esigenze di qualità espresse dai consumatori.

 

Gilberto Litta

 

 

Grafico 1 - Efficienza di deposizione di astaxantina e cantaxantina (%) nei filetti di trota

 

Grafico 2 - Grado di pigmentazione dei filetti di trota misurato con il SalmoFan

 

Nessuna differenza statisticamente significativa

 

 

 

 

ACCESSO ALL'AGEVOLAZIONE «CREDITO D'IMPOSTA»

 

Il 30 gennaio, con provvedimento del direttore dell'Agenzia delle Entrate, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 40 del 18/02/2003 - supplemento ordinario, è stato approvato il modello di istanza per l'attribuzione del credito d'imposta per gli investimenti agricoli per l'anno in corso (mod ITS/A). L'istanza, che deve essere presentata esclusivamente in via telematica da soggetti abilitati, dovrà fissare le risorse da destinare alle aree di cui all'art. 87 par. 3 lett. a) e lett. c) del trattato Ce. Si ricorda che le istanze vengono ammesse all'agevolazione secondo l'ordine cronologico di presentazione, stabilito a decorrere dal 1° gennaio di ogni anno. L'istanza va compilata indicando nel frontespizio i dati identificativi dell'impresa nonché la sottoscrizione del richiedente, mentre nei successivi quadri A e B vanno indicati, rispettivamente, la ripartizione territoriale degli investimenti e i dati riepilogativi dell'investimento effettuato e del relativo credito di imposta. E' importante indicare nei dati identificativi del richiedente la specifica di soggetto di età inferiore a 40 anni (giovani agricoltori) in quanto tale qualifica dà diritto ad un incremento della percentuale di credito concedibile. Importante novità introdotta nel nuovo modello di istanza per l'accesso al credito d'imposta riguarda la previsione di una apposita casella relativa alla rinuncia della stessa già inviata. Infatti, nell'ipotesi in cui il richiedente per un qualsiasi intenda annullare gli effetti della precedente istanza, già inviata nello stesso anno, perdendo conseguentemente ogni diritto che dalla stessa può scaturire (conseguente, ad esempio all'ordine cronologico acquisito con l'istanza originaria di prenotazione del credito), dovrà manifestare espressamente tale volontà indicando il numero di protocollo attribuito dal Centro di Pescara all'istanza già presentata e alla quale intende rinunciare apponendo la propria firma nell'apposito spazio previsto nel frontespizio del modello.

 

 

 

SISTEMA DI MONITORAGGIO API

DEI PRODOTTI ITTICI

DI ACQUACOLTURA IN ITALIA

Consuntivo 2002

 

SITUAZIONE GENERALE

Il 2002 è stato un anno particolarmente difficile per i consumi in generale; in particolare per gli alimentari, solitamente anticiclici, si è registrata una contrazione del 3,9%.

Le caratteristiche di queste condizioni sono da ricondurre a:

-          fine del ciclo espansivo già evidente nel 2001;

-          l’inserimento di una nuova divisa, con le ovvie conseguenze pratiche;

-          l’evoluzione socio-antropologica di una società, ormai definibile come post-moderna;

-          il riaccendersi di alcuni aspetti inflazionistici.

Tale disegno tenderà a perdurare per un periodo medio non breve, con previsioni di consumo ancora leggermente negative anche per l’anno in corso. Infatti possiamo definire il 2003 come un anno di transizione verso il nuovo ciclo, di cui però ancora non si intravedono le caratteristiche salienti.

 

MERCATO DEL PESCE

In questo contesto il pesce fresco si colloca con una performance pesantemente recessiva, con un calo degli acquisti domestici pari ad un –14%. A determinare questa situazione è una contrazione delle famiglie acquirenti (-3%) ed una consistente rarefazione delle occasioni di acquisto.

Sono soprattutto le aree del Centro-Sud Italia, zone tipiche e votate al consumo di pesce, a trascinare verso il basso il mercato.

In termini di canali distributivi, i supermercati e soprattutto gli ipermercati, grazie anche alla loro forte attrattività promozionale, riescono a contenere il cedimento attorno ad un 3%, mentre il negozio specializzato risulta assolutamente più debole.

 

MARE

Leggermente più consistente la flessione condizionata dal cattivo andamento dei molluschi, sia bivalvi che gasteropodi. Migliore è l’andamento del prodotto di qualità, come orata e branzino, difeso anche da una forte riduzione del prezzo di cessione.

 

FIUME

All’interno del segmento è particolarmente negativo il contributo di anguilla/capitone (-26%), concentrato nelle aree 3 (Toscana, Marche, Umbria e Lazio) e 4 (Campania, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia). Per la trota invece si misura una perdita generalizzata in tutto il territorio nazionale.

 

PREZZI

Tutto il settore del pesce fresco ha visto nel 2002 una forte tensione dei prezzi. Mediamente l’incremento dell’offerta è stato del 7% ed in particolare nelle aree del sud ha passato l’11%.

Sono i canali moderni, le grandi superfici, a calmierare leggermente i prezzi, con vendite promozionate che superano il 38% del sell-out.

In controtendenza si registrano i benefici nel prezzo del pesce di mare più pregiato, come orata, branzino e spigola, che si riduce del 3%.

 

Nota: elaborazione API su dati Nielsen rilasciati il 27 marzo 2003

 

 

 

API A FIERAGRICOLA 2003

 

Anche quest’anno la nostra Associazione, dal 6 al 9 marzo, è stata presenta a Fieragricola, all'interno dello spazio espositivo "Cittadella Confagricoltura" organizzato dalla Confederazione Generale dell’Agricoltura Italiana, momento d'incontro e di intrattenimento professionale per produttori, operatori del commercio e consumatori presenti alla manifestazione fieristica veronese.

"Cittadella Confagricoltura" ha visto costante la presenza di Assessori all'agricoltura di diverse regioni, operatori del settore agroalimentare, giornalisti ed autorità del settore agricolo.

Si è trattato quindi di un’importante evento comunicazionale, per presentare, nello stand realizzato dall'API, i più rilevanti dati economico-produttivi dell'acquacoltura nazionale e le sue specifiche problematiche.

La vitalità di "Cittadella Confagricoltura" si è mantenuta costante con attività di promozione dei prodotti alimentari che sono stati presentati ed offerti nell'ambito delle degustazioni programmate.

La giornata di apertura ha visto la presentazione e la degustazione dei prodotti dell'acquacoltura che sono stati assaggiati dal numeroso pubblico e dalle autorità presenti, che hanno così avuto la possibilità di “verificare”  di persona alcune delle prelibatezze realizzate con prodotti ittici di allevamento.

 

 

aqua flow

European Network for the Dissemination of Aquaculture RTD Information (Q5CA-2000-30105) and previously FAIR-3837.

Ref.: * (IT)

Aqua-Flow ref.: TL2002-082

 

Parole chiave: Fish, Husbandry & welfare, Genetics

 

UTILIZZO DI TECNICHE DI BIOLOGIA MOLECOLARE PER LA VALUTAZIONE DEL BENESSERE DEL PESCE

 

Il benessere del pesce è oggetto di crescente interesse in acquacoltura, grazie alla diffusa consapevolezza sia tra i produttori che tra i consumatori del fatto che  l’animale mantenuto in buone condizioni costituisce poi un prodotto sicuro per il consumo umano. Le tecnologie moderne, come l’uso di sistemi d’acqua a ricircolo e l’applicazione di ossigeno liquido, possono eliminare il rischio di ipossia e/o la presenza di alti livelli di ammoniaca e nitriti, permettono certamente di migliorare le condizioni generali dell’allevamento e quindi degli animali, tuttavia richiedono elevate densità di biomassa all’ingrasso per essere economicamente vantaggiose. Pertanto altri fattori quali lo stress dovuto all’alta densità dei pesci e all’elevato livello di interazioni possono influenzare il benessere animale; in tali condizioni, un semplice monitoraggio della qualità dell’acqua  può non essere sufficiente per valutare le condizioni di benessere degli animali. Anche il monitoraggio di parametri zootecnici (efficienza di conversione e tasso di crescita) od immunologici, non è ideale per valutare il benessere, dal momento che i dati monitorati saranno disponibili  solo dopo che una parte rilevante del ciclo produttivo si è conclusa e non sempre possono essere sufficientemente completi. E’ pertanto necessario identificare ulteriori parametri che possano essere utilizzati per determinare o prevedere in tempo reale il benessere del pesce in condizioni di allevamento intensivo.

Questa ricerca, parte di un più ampio progetto, si prefigge di cercare dei marcatori molecolari tra quei geni la cui espressione viene modificata da differenti condizioni di allevamento. Sono state studiate le condizioni che hanno la capacità di indurre, inibire o modificare la sintesi di proteine specifiche. Dal momento che queste proteine vengono codificate dal DNA mediante RNA messaggero (mRNA), ogni differenza a livello di mRNA verrà individuata su uno speciale gel di elettroforesi con una tecnica chiamata Differential Display. Si tratta di una tecnica efficiente e versatile in grado di confrontare due o più gruppi di mRNA. Le corrispondenti molecole di cDNA vengono amplificate e marcate, separate in elettroforesi, estratte, clonate e sequenziate. Con tale procedura è quindi possibile ottenere sequenze  dell’mRNA la cui presenza è influenzabile dalle condizioni d’allevamento. Ulteriori ricerche su queste sequenze renderanno possibile la caratterizzazione di nuovi geni come potenziali biomarker. I geni più promettenti verranno espressi in un ceppo batterico (E. coli) per la produzione delle proteine codificate, quindi saranno prodotti anticorpi che saranno utilizzati in tecniche diagnostiche immunologiche od immuno-enzimatiche, come Western Blots ed ELISA. Si renderanno disponibili alcuni primer specifici, sonde ed anticorpi per verificare la presenza di proteine, alcune delle quali, associate alle condizioni del pesce “buone” o “cattive”, potrebbero essere considerate come indicatori di benessere del pesce nell’allevamento.

Esperimenti preliminari sono stati condotti per studiare l’effetto dell’ossigeno disciolto sulla spigola (Dicentrarchus labrax) allevata in condizioni di normossia, ipossia ed iperossia. L’analisi dell’mRNA mediante Differential Display è stata effettuata sul tessuto branchiale. Il confronto dei prodotti dell’espressione genica ha mostrato sei bande espresse differentemente, quattro delle quali erano indotte dall’ipossia, una dall’iperossia ed una da entrambe le condizioni sperimentali. La ricerca continuerà per identificare nuovi marcatori molecolari diagnostici e per scoprire eventuali associazioni con lo stato fisio-patologico e/o comportamentale del pesce, così come con la sua resa zootecnica. I prossimi esperimenti includeranno studi sulla presenza di anidride carbonica e sull’elevata densità del pesce.

 

* Ricerca finanziata dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, Direzione Generale  Pesca ed Acquacoltura, col V Piano Triennale della legge n° 41/1982.

 


Coordinatore di ricerca:

Università dell’Insubria, (DBSF)

Via J.H. Dunant 3, 21100 Varese Italia

Fax: +39 0332 421500

E-mail: marco.saroglia@uninsubria.it

 

Rappresentanti Aqua-Flow:

Università dell’Insubria (DBSF) - Varese.

Fax: +39 0332 421500

E-mail: marco.saroglia@uninsubria.it

Ambito Internazionale: Alistair Lane

E-mail: aquaflow@aquaculture.cc


 

 

 

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