SPIGOLE ED ORATE DI ACQUACOLTURA ITALIANA: QUALITA’ NUTRIZIONALE, ORGANOLETTICA, SICUREZZA D’USO ED ELEMENTI DI DIFFERENZIAZIONE CON LE STESSE SPECIE SELVATICHE.

 

La qualità totale di un prodotto alimentare è in stretta relazione con la qualità della filiera produttiva. L’ottimizzazione delle filiere al fine di certificare i processi ed i prodotti necessita sia dell’identificazione dei punti critici, pochi, ma determinanti per la sicurezza d’uso del prodotto, sia di valutare altri aspetti, non definiti dalle Normative, ma di estrema importanza nel determinare la qualità totale di un prodotto alimentare. Tali aspetti riguardano le caratteristiche nutrizionali, sensoriali, l’attitudine alla conservabilità ed alla trasformazione etc.. Una sistema di adozione volontaria di procedure per la qualità e tracciabilità dei prodotti oltre ad essere uno strumento base delle Normative Europee è un elemento essenziale di tutela del consumatore.

A tal fine risulta prioritaria l’identificazione di indicatori di varia natura, da monitorare lungo la filiera produttiva, direttamente collegati, per i prodotti da acquacoltura, alle modalità di allevamento, al fine di poter redigere Manuali di Buona Prassi di Allevamento per le singole specie.

Per i prodotti di acquacoltura infatti, le differenti modalità di allevamento: estensivo, intensivo in gabbia in mare o in vasca, semiintensivo aprono interessanti prospettive di controllo della qualità del pesce prodotto. Oltre ai fattori genetici, il differente tipo e modalità di alimentazione rispetto al selvatico, la densità dei pesci nelle vasche o nelle gabbie, l’attività natatoria e vari fattori ambientali (temperatura, salinità, pH ossigenazione etc.) possono influenzare le caratteristiche organolettiche (colore, aroma texture) specifiche per le differenti specie, e entro certi limiti la composizione corporea dei pesci, in particolare la componente lipidica. La sicureza d’uso di tali prodotti è determinata dalla qualità dell’ambiente acquatico, l’igienicità degli ambienti di allevamento, la somministrazione moderata e responsabile di medicamenti ed antibiotici qualora necessari, le modalità ed igienicità dei processi di manipolazione, conservazione e vendita.

L’importanza dei prodotti ittici nella dieta dell’uomo è cosa ormai nota, per la loro digeribilità, il loro apporto in proteine di elevato valore biologico, la ricchezza in elementi minerali ma soprattutto per le peculiarità che li contraddistinguono dagli altri cibi proteici (carni di bovino, pollo, etc..formaggi uova) in particolare la ricchezza in acidi grassi n-3 con particolare riguardo all’EPA (C 20:5 n-3) e al DHA (C 22:6 n-3) dei quali i prodotti ittici sono l’unica fonte alimentare significativa.

In conseguenza di ciò, data l’incidenza (75%), soprattutto per spigole ed orate, del prodotto da acquacoltura sul totale presente sul mercato, per definire la qualità alimentare di tali prodotti non si può prescindere dalla loro caratterizzazione nutrizionale e sensoriale e dei vari parametri che ne definiscono la sicurezza d’uso. La conoscenza di tali parametri è importante nell’ottica di realizzare una certificazione di prodotto, derivante da una filiera produttiva certificata, dove accanto agli standards igienico-sanitari definiti dalle Normative, l’elaborazione di standards volontari, tra i quali quelli nutrizionali, costituisce una garanzia per il consumatore che i requisiti  peculiari per le singole specie vengano mantenuti quanto più possibile anche per i corrispettivi pesci allevati. Un prodotto allevato qualora la filiera produttiva sia stata gestita in modo attento e responsabile può essere, per alcuni aspetti, più sicuro del pesce selvatico in quanto quest’ultimo può essere più esposto al rischio di bioaccumulo, se l’ambiente acquatico presenta contaminanti, soprattutto se si tratta di specie che si alimentano a contatto con i fondali o di pesci predatori di grossa taglia. Importante a tal fine oltre la qualità delle acque, l’attento controllo dei mangimi sul livello di presenza di contaminanti come Pesticidi e PCB, fino ad ora risultati solo a livello di traccia (Orban E., Masci M. Atti del Convegno AQUACUTURE EUROPE 2002), che si accumulano nei lipidi e sono quindi in stretto rapporto con la quantità di grasso del pesce.

Una caratterizzazione dei prodotti di acquacoltura riveste una grande importanza per gli allevatori, consapevoli del fatto che le caratteristiche del prodotto finale sono il risultato delle varie fasi della filiera produttiva. Nell’ottica poi di una diversificazione delle produzioni, ad esempio come prodotti conservati e trasformati, la scelta della tecnologia da impiegare è determinata in primo luogo dalle caratteristiche intrinseche del prodotto.

I risultati di seguito riportati, sempre in via di aggiornamento, fanno parte di un ampio studio di monitoraggio delle caratteristiche chimico-nutrizionali e sensoriali della produzione italiana di spigole ed orate di acquacoltura, prelevate in differenti taglie e stagioni da impianti che effettuavano allevamento in vasche a terra o in gabbie in mare. Tali specie sono state messe a confronto con spigole ed orate selvatiche, provenienti da ambienti lagunari nazionali. L’attenzione è stata particolarmente rivolta al tenore in acidi grassi polinsaturi, in particolare quelli della serie n-3, in quanto da pareri discordanti soprattutto della stampa, risultano essere inferiori o poco presenti nei prodotti allevati. Scopo del lavoro è stato quindi quello di identificare indicatori che potessero caratterizzare e nello stesso tempo differenziare una specie selvatica dalla stessa specie proveniente da differenti tecnologie di allevamento.

Allo stesso modo sono stati caratterizzati i mangimi per l’ultimo periodo di ingrasso. I risultati per brevità sono riportati senza distinzione per taglia o periodo di prelievo

Indipendentemente dal periodo, dalla taglia e dalla zona di prelievo si sono sempre rilevate alcune differenze significative di composizione chimico-nutrizionale ed organolettica che hanno contraddistinto i prodotti provenienti dalle due differenti realtà produttive. In particolare: tenore lipidico più elevato nel prodotto allevato. Tale differenza era particolarmente evidente per le spigole mentre per le orate non sempre era significativa (Tab. 1). La qualità dei grassi (Fig. 1-2-3) è risultata comunque elevata, gli acidi grassi saturi totali che contrariamente ai mono e polinsaturi sono positivamente correlati con l’incidenza delle malattie cardiovascolari erano sempre superiori nel selvatico. I polinsaturi erano superiori nelle orate allevate mentre per le spigole allevate erano superiori i monoinsaturi. Il contenuto in n-3 totali, ai quali si riconosce un ruolo nella riduzione dei livelli plasmatici di trigliceridi, colesterolo VLDL e nell’inibizione dell’aggregazione piastrinica era equivalente nelle spigole allevate e da laguna, nelle orate erano superiori nel prodotto allevato. Come si può evidenziare tutti i pesci avevano inoltre un rapporto n-3/n-6 superiore ad 1. Gli acidi grassi della serie n-3 ed n-6 differiscono per le proprietà antiaterogenetiche e antitrombogeniche. Elevati valori nel rapporto n-3/n-6 degli acidi grassi assunti con la dieta diminuiscono il rischio di malattie cardiovascolari nell’uomo.

Il profilo dei singoli acidi grassi ha evidenziato elementi di differenziazione costanti tra orate e spigole allevate e selvatiche: tra i saturi C 14:0 più elevato nei prodotti allevati, da tenere sotto controllo, anche se non particolarmente elevato, perché è uno dei più colesterolemici. Tra gli acidi grassi monoinsaturi :20:1 n-9 e 22: 1 n-9 e n-11 superiori nell’allevato. Tra i polinsaturi acido linoleico 18:2 n-6 più elevato nei prodotti allevati, da tenere sotto controllo in quanto più elevato è il tenore in n-6 minore sarà l’utilizzazione degli n-3 da parte dell’organismo umano. 18:3n-3, 18:4 n-3 e per l’orata anche il 22:6 n-3 (DHA) più elevati nei prodotti da intensivo. Il contenuto in colesterolo (Tab. 2) è risultato equivalente nei prodotti delle due realtà produttive in quanto sempre più elevato per grammo d’olio nel prodotto selvatico (espresso per 100 grammi di prodotto il valore è chiaramente influenzato dal contenuto lipidico). Tra i contaminanti (Tab.3) il Mercurio è sempre risultato più elevato nel prodotto lagunare dovuto da una maggiore esposizione a questo inquinante sia all’età che a parità di taglia è superiore al prodotto allevato, sia alla qualità del mangime (dati non riportati). Per quanto riguarda il profilo sensoriale (Tab. 4) anche in questo caso si sono evidenziate differenze significative in alcuni descrittori.

In conclusione da quanto brevemente riportato la qualità di spigole ed orate dell’acquacoltura italiana è elevata ma la loro composizione è fortemente influenzata dalla composizione (dati non riportati) e dalla modalità di somministrazione della dieta, che quindi deve essere tenuta sotto controllo, anche nel caso di modificazione nella formulazione dei mangimi, come devono essere tenuti sotto controllo tutti gli altri parametri riguardanti le altre fasi della filiera produttiva per avere un prodotto sicuro e di qualità.

Tabella 1 – Parametri biometrici di spigole (Dicentrarchus labrax) ed orate (Sparus aurata) provenienti da allevamento intensivo e da laguna e composizione chimica dei filetti (g/100 g)a.

 

 

Spigole

 

 

Laguna

Allevamento

t-test

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Range

Media

ds

Range

Media

ds

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lunghezza totale (cm)

36.0-40.0

38.7

1.9

32.0-38.0

35.5

2.4

 

Peso totale (g)

530-728

653.00

85.84

338-639

513.75

119.29

 

Peso visceri (%)

6.7-10.2

8.45

1.48

7.3-12.0

8.95

0.84

 

 

 

 

 

 

 

 

 

pH

6.3-6.8

6.45

0.21

6.0-6.4

6.27

0.15

 

Umidità

76.11-77.19

76.67

0.46

66.95-71.50

69.56

1.65

***

Proteine

18.92-20.12

19.75

0.56

19.30-19.93

19.58

0.23

 

Lipidi totali

1.54-3.25

2.15

0.75

7.57-11.71

9.36

1.57

***

Ceneri

1.24-1.34

1.28

0.04

1.09-1.30

1.21

0.08

 

N non proteico

0.33-0.37

0.35

0.03

0.30-0.35

0.32

0.02

 

 

 

Orate

 

 

Laguna

Allevamento

t-test

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Range

Media

ds

Range

Media

ds

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lunghezza totale (cm)

28.0-28.7

28.4

0.26

26.0-29.0

27.5

1.0

 

Peso totale (g)

372-400

389.00

10.34

298.0-400.0

360.32

40.26

 

Peso visceri (%)

4.71-5.70

5.43

0.41

5.00-12.30

6.88

2.13

 

 

 

 

 

 

 

 

 

pH

6.1-6.2

6.16

0.05

6.0-6.3

6.20

0.09

 

Umidità

67.57-73.62

70.68

2.41

62.40-69.92

67.13

2.26

**

Proteine

19.58-21.10

20.36

0.65

18.68-20.48

19.45

0.61

**

Lipidi totali

2.08-10.42

7.37

2.75

8.28-15.00

11.13

2.22

**

Ceneri

1.21-1.43

1.33

0.09

0.90-1.37

1.23

0.13

 

N non proteico

0.34-0.37

0.36

0.05

0.30-0.35

0.33

0.02

 

a Range di valori riscontrato nel totale delle campionature, media e deviazione standard.

** P £ 0.01, *** P £ 0.001


Tab. 2 Composizione della frazione lipidica insaponificabile (mg/100 g peso fresco) di filetti di spigole (Dicentrarchus labrax) ed orate (Sparus aurata) provenienti da allevamento intensivo e da laguna.

SPIGOLE

 

Laguna

Allevamento

 

 

Range

Media

ds

Range

Media

ds

 

Colesterolo

60.28-72.94

67.44

5.77

58.03-74.86

66.35

4.54

 

a - tocoferolo

0.62-0.97

0.73

0.16

0.75-2.08

1.47

0.40

**

Squalene

0.26-0.69

0.51

0.18

0.70-1.90

1.24

0.44

**

All-trans retinolo (mg)

3.44-12.57

5.95

4.42

8.15-63.64

31.01

18.32

*

ORATE

 

Laguna

Allevamento

 

 

Range

Media

ds

Range

Media

ds

 

Colesterolo

52.27-79.74

67.51

11.18

45.75-82.50

70.26

8.50

 

a - tocoferolo

0.43-1.48

0.80

0.40

0.39-1.50

0.97

0.29

 

Squalene

0.62-0.93

0.81

0.14

0.71-2.26

1.37

0.43

*

All-trans retinolo (mg)

9.83-15.60

13.21

2.47

3.16-43.55

12.92

10.09

 

a Range di valori riscontrato nel totale delle campionature, media e deviazione standard.

** P £ 0.01, *** P £ 0.001

 

 

Tab. 3 – Contenuto in minerali di spigole (Dicentrarchus labrax) ed orate (Sparus aurata) provenienti da allevamento intensivo e da lagunaa.

 

 

Spigole

 

 

Laguna

Allevamento

t-test

 

Range

Media

ds

Range

Media

ds

 

 

mg/100 g

 

Sodio

35.36-79.69

57.52

31.35

31.92-41.20

34.6

3.79

 

Potassio

330.00-343.12

341.87

1.76

352.43-420.16

386.29

47.89

 

Magnesio

27.04-31.28

29.16

2.99

28.37-31.60

29.86

2.11

 

Calcio

15.60-33.46

24.53

12.63

13.00-56.46

38.56

25.31

 

 

µg/100 g

 

Zinco

550-570

560.67

12.66

480-850

703.00

140.68

 

Ferro

300-380

341.00

39.58

320.0-400.0

379.33

55.17

 

Mercurio

14.00-109.00

71.67

50.66

2.00-8.00

5.67

2.52

**

Selenio

24.00-25.00

24.67

0.58

10.00-20.00

19.00

1.00

***

Cromo

2.7-10.00

6.57

3.67

3.00-7.00

5.33

2.08

 

 

 

Orate

 

 

Laguna

Allevamento

t-test

 

Range

Media

ds

Range

Media

ds

 

 

mg/100 g

 

Sodio

35.00-42.00

38.32

3.35

29.03-76.30

48.24

17.32

 

Potassio

400.00-457.05

426.76

31.04

370.00-440.22

406.74

22.73

 

Magnesio

28.00-33.25

30.56

2.18

26.89-35.00

30.73

2.78

 

Calcio

28.85-40.00

31.96

5.38

20.50-58.75

38.45

12.34

 

 

µg/100 g

 

Zinco

230-560

430.0

143

320-600

483.1

67.0

 

Ferro

310-790

482.5

211.1

300-440

346.2

44.0

 

Mercurio

9-100

63.0

45.0

1.0-2.0

1.5

0.53

***

Selenio

18-44

28.2

11.8

17-21

18.8

1.6

 

Cromo

5-6

5.5

0.58

2-9

5.2

2.25

 

a Range di valori riscontrato nel totale delle campionature, media e deviazione standard.

* P £ 0.05** P £ 0.01, *** P £ 0.001

 

 

Tab. 4 Analisi sensoriale di spigole e orate allevate e di laguna .

 

SPIGOLE

 

Laguna

Allevamento

t-test

Descrittori valutati sul prodotto crudo

 

 

 

1.      Colore della pelle

5.3

±

1.2

4.0

±

1.9

**

2.      Consistenza della carne

6.8

±

0.7

6.3

±

0.9

*

3.   Odore di alga

2.0

±

1.3

1.6

±

0.8

 

4.      Odore marino

5.6

±

0.8

4.9

±

1.1

*

5.      Odore melmoso

0.4

±

0.6

1.7

±

1.8

**

6.      Odore amminico

0.3

±

0.6

0.0

±

0.1

*

Descrittori valutati sul prodotto cotto

 

 

 

 

 

 

 

1.      Odore marino

5.6

±

1.5

4.6

±

1.7

*

 

2.      Odore di pesce/amminico

0.0

±

0.0

0.0

±

0.0

 

 

3.      Odore di ristagno

0.4

±

0.8

0.0

±

0.2

*

 

4.   Flavour marino di alga

4.9

±

1.5

3.5

±

1.7

**

 

5.   Flavour di ristagno

0.1

±

0.4

0.7

±

1.3

**

 

6.   Fibrosità

2.6

±

1.6

2.3

±

1.9

 

 

7.   Succosità

5.2

±

1.5

6.3

±

1.2

**

 

ORATE

 

Laguna
Allevamento

t-test

Descrittori valutati sul prodotto crudo

 

1. Luminosità della pelle

6.9

±

1.2

7.0

±

1.6

 

2. Iridescenza della pelle

8.3

±

0.8

6.2

±

1.1

**

3. Lucentezza della pelle

6.2

±

0.9

6.0

±

1.1

 

4. Odore marino, di alga

5.7

±

1.1

3.3

±

1.2

**

5. Freschezza del flavour

6.8

±

1.3

6.3

±

1.9

 

6. Compattezza della carne

8.0

±

0.4

6.0

±

0.9

**

7. Facilità di rimozione della pelle

1.7

±

2.2

2.1

±

2.4

 

Descrittori valutati sul prodotto cotto

 

 

1. Flavour marino, di alga

4.1

±

1.0

4.1

±

0.8

 

2. Freschezza del flavour

7.2

±

0.9

6.4

±

1.1

 

3. Fibrosità

5.1

±

1.2

3.6

±

1.5

 

4. Succosità

6.6

±

1.2

7.0

±

1.3

 

* P £  0.05, ** P£ 0.01, *** P £ 0.001


 

 

Fig. 1 Contenuto percentuale di acidi grassi saturi, monoinsaturi e polinsaturi totali in spigole (D. labrax) ed orate (S. aurata) da allevamento intensivo e da laguna

% degli acidi grassi totali
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


% degli acidi grassi totali

* P £  0.05, ** P£ 0.01, *** P £ 0.001

 

 


Fig. 2 Contenuto percentuale dei singoli acidi grassi polinsaturi in spigole (D. labrax) e orate (S. aurata)

SPIGOLE

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

% degli acidi grassi totali
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


* P £  0.05, ** P£ 0.01, *** P £ 0.001

 

 

Fig. 3 Contenuto in acidi grassi della serie n-3 e della serie n-6 e rapporto n-3/n-6 in spigole (D. labrax) ed orate (S. aurata)  da allevamento intensivo e da laguna.

* P £  0.05, ** P£ 0.01, *** P £ 0.001

 

 

Elena Orban, Unità Qualità Alimentare Prodotti Ittici, Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione (Roma)

 

 


NOTIZIE FISCALI

 

REGOLARIZZAZIONE LAVORATORI EXTRACOMUNITARI (LEGGE 222/02). MODALITÀ DI PAGAMENTO CONTRIBUTI ANTE 10/06/2002. D.M. DI ATTUAZIONE.

 

Come è noto la legge n. 222/2002 – nel prevedere la possibilità di legalizzare, entro l’11 novembre 2002, i cittadini extracomunitari irregolarmente presenti nel nostro territorio, che abbiano lavorato nel periodo 10 giugno/10 settembre 2002 – ha altresì previsto la possibilità, per i datori di lavoro che abbiano presentato la dichiarazione di emersione, di sanare in modo agevolato (e cioè con il pagamento dei soli contributi previdenziali e degli interessi) anche gli eventuali periodi contributivi antecedenti al 10 giugno 2002, nell’ipotesi ovviamente in cui il rapporto di lavoro oggetto di regolarizzazione sia iniziato prima del 10 giugno 2002.

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha emanato le disposizioni operative con il decreto 28 ottobre 2002, di “attuazione dell’art. 1, comma 7, della legge 9 ottobre 2002, n. 222, in materia di legalizzazione del lavoro irregolare di extracomunitari” (G.U. n. 17 del 22.01.2003).

Tale decreto prevede che i datori di lavoro interessati, per sanare eventuali scoperture contributive relative al periodo antecedente al 10 giugno 2002 debbono:

·        presentare domanda al competente Istituto previdenziale;

·        versare i contributi previdenziali per le gestioni pensionistiche dovute per i periodi pregressi al 10 giugno 2002.

Il versamento dei contributi può avvenire in unica soluzione oppure in rate mensili di eguale importo, maggiorate:

·        fino a 24 mesi degli interessi legali;

·        fino a 36 mesi, degli interessi di dilazione a decorrere dal 25° mese.

Da rilevare infine che il decreto ministeriale nulla dice in merito ai termini entro cui presentare la domanda all’Istituto previdenziale ed effettuare il versamento, in unica soluzione o rateale, dei contributi dovuti e degli eventuali interessi.

Occorrerà quindi attendere al riguardo istruzioni operative da parte della direzione generale dell’Inps.

 

 

 

SISTEMA DI MONITORAGGIO

DEI PRODOTTI ITTICI

DI ACQUACOLTURA IN ITALIA

 

MERCATO DEL PESCE – Nel mese di dicembre 2002 il mercato del pesce mantiene costante il suo trend negativo (-11%) sia nel breve (rispetto al mese precedente) che nel lungo (rispetto allo stesso periodo del 2001). Confermata ancora una volta la flessione (-18%) dell’Area 4 (Campania, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia). L’Area 2 (Veneto, Trentino, Friuli, ed Emilia Romagna) prende il posto dell’Area 1 (Lombardia, Piemonte, Liguria e Val D'Aosta) nell’aver l’unico trend positivo con un +33%.

 

MARE - Il mercato continua ad avere un trend negativo (-14%). In maniera speculare ritroviamo la situazione del totale mercato, con l’Area 2 in recupero e le Aree 1, 3 (Toscana, Marche, Umbria e Lazio), 4  in flessione. Per la tipologia di pesce branzino o spigola continua ad avere un trend positivo nel lungo (+9%), ma flette nel breve; questo e’ imputabile in particolar modo all’ Area 1. L’orata,  che aveva un trend positivo, subisce una flessione sia nel breve (-10%) che nel lungo        (-4%). Nel breve è imputabile all’Area 1 e 3 e nel lungo all’Area 3 e 4. Per quanto riguarda il pesce azzurro e i crostacei, confermato il trend negativo; i molluschi invece hanno un trend positivo nel breve, mentre rimangono in flessione nel lungo.

 

FIUME - E’ confermato il trend negativo della Trota, ed è sempre l’Area 3 con la maggior flessione. Anche per i supermercati e gli ipermercati è riconfermato il trend negativo.

 

PREZZI - Continua  l’aumento di prezzo, fiume (+ 4%), mare (+7%). Per la tipologia di pesce e’ da segnalare in controtendenza l’orata (-3%) e il branzino o spigola (-4%), in particolare in Area 2, per entrambe le tipologie (-5%).

 

Nota: elaborazione API su dati Nielsen rilasciati il 14 febbraio 2003

 

 

 

LIMITI ALLA CIRCOLAZIONE 2003

 

Sulla G.U. n. 16 del 21/01/03 è stato pubblicato il Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti 17/12/02, “Direttive e calendario per le limitazioni alla circolazione stradale fuori dai centri abitati per l’anno 2003”. Come lo scorso anno viene limitata la circolazione dei veicoli destinati al trasporto cose con massa complessiva massima autorizzata superiore a 7,5 tonnellate, con l’esclusione delle macchine agricole che circolano su strade non statali. Sono poi esclusi dal divieto i veicoli adibiti al trasporto di prodotti agricoli deperibili, fra cui anche il pesce fresco e gli animali vivi, senza bisogno di autorizzazione prefettizia, purché i veicoli siano muniti di cartelli indicatori di colore verde, fissati in modo ben visibile su ciascuna fiancata e sul retro, di dimensioni 0,5 m. di base e 0,4 m. di altezza.

Per i veicoli che invece rientrano nell’applicazione della norma è vietata la circolazione nei giorni di seguito elencati:

a)      tutte le domeniche dei mesi di gennaio, febbraio, marzo, aprile, maggio, ottobre, novembre e dicembre, dalle ore 8,00 alle ore 22,00;

b)      tutte le domeniche dei mesi di, giugno, luglio, agosto e settembre, dalle ore 7,00 alle ore 24,00;

c)      dalle ore 8,00 alle ore 22,00 del 1° gennaio;

d)      dalle ore 8,00 alle ore 22,00 del 6 gennaio;

e)      dalle ore 16,00 alle ore 22,00 del 18 aprile;

f)       dalle ore 8,00 alle ore 22,00 del 19 aprile;

g)     dalle ore 8,00 alle ore 22,00 del 21 aprile;

h)     dalle ore 8,00 alle ore 22,00 del 25 aprile;

i)        dalle ore 8,00 alle ore 22,00 del 1° maggio;

j)        dalle ore 7,00 alle ore 24,00 del 2 giugno;

k)      dalle ore 15,00 alle ore 24,00 del 28 giugno;

l)        dalle ore 7,00 alle ore 24,00 del 5 luglio;

m)   dalle ore 7,00 alle ore 24,00 del 12 luglio;

n)     dalle ore 7,00 alle ore 24,00 del 19 luglio;

o)      dalle ore 7,00 alle ore 24,00 del 26 agosto;

p)      dalle ore 7,00 alle ore 24,00 del 1 agosto;

q)      dalle ore 7,00 alle ore 24,00 del 2 agosto;

r)       dalle ore 7,00 alle ore 24,00 del 9 agosto;

s)       dalle ore 7,00 alle ore 24,00 del 15 agosto;

t)       dalle ore 7,00 alle ore 24,00 del 16 agosto;

u)      dalle ore 7,00 alle ore 24,00 del 29 agosto;

v)      dalle ore 7,00 alle ore 24,00 del 30 agosto;

w)    dalle ore 7,00 alle ore 24,00 del 6 settembre;

x)     dalle ore 16,00 alle ore 22,00 del 31 ottobre;

y)      dalle ore 8,00 alle ore 22,00 del 1° novembre;

z)      dalle ore 8,00 alle ore 22,00 del 8 dicembre;

aa)   dalle ore 8,00 alle ore 22,00 del 25 dicembre;

bb)  dalle ore 8,00 alle ore 22,00 del 26 dicembre.

Il testo del Decreto Ministeriale è presente nel sito internet Api all’indirizzo www.api-online.it.

 

 

 

RUBRICA VETERINARIA

 

DECISIONE DELLA COMMISSIONE, 2002/1005/CE, DEL 23 DICEMBRE 2002, CHE MODIFICA GLI ELENCHI DELLE ZONE E DELLE AZIENDE DI ALLEVAMENTO ITTICO RICONOSCIUTE PER QUANTO CONCERNE LA SETTICEMIA EMORRAGICA VIRALE (VHS) E LA NECROSI EMATOPOIETICA INFETTIVA (IHN)

 

LA COMMISSIONE DELLE COMUNITÀ EUROPEE, ha pubblicato sulla GUCE/. L 349 del 24/12/2002 la Decisione 2002/1005/CE che modifica gli elenchi delle zone e delle aziende di allevamento ittico riconosciute per quanto concerne la setticemia emorragica virale (VHS) e la necrosi ematopoietica infettiva (IHN)

Per tale riconoscimento gli Stati membri presentano i documenti giustificativi pertinenti, le disposizioni nazionali che garantiscono l'osservanza delle condizioni previste dalla direttiva 91/67/CEE nonché le disposizioni che garantiscono il rispetto delle norme relative al mantenimento del riconoscimento.

L'Italia ha presentato i documenti giustificativi richiesti per la concessione dello status di zona riconosciuta ad una zona della regione del Veneto, relativamente alla IHN e alla VHS.

L'Italia ha presentato i documenti giustificativi richiesti per la concessione dello status di azienda riconosciuta situata in una zona non riconosciuta ad aziende di allevamento ittico della regione del Veneto, della provincia autonoma di Trento, e delle regioni Valle d'Aosta e Friuli-Venezia Giulia, relativamente alla IHN e alla VHS ottendo il riconoscimento.

 

Con la pubblicazione della decisone in oggetto risultano:

 Zone Riconosciute in Italia per quanto concerne la VHS e la IHN  :

 Regione Trentino-Alto Adige, Provincia Autonoma di Trento

 - Zona Val di Fiemme e Fassa: bacino idrografico del fiume Avisio, dalla sorgente allo sbarramento artificiale di Stramentizzo

- Zona Val delle Sorne: bacino idrografico del fiume Sorna, dalla sorgente allo sbarramento artificiale costituito dalla centrale idroelettrica della località di Chizzola (Ala), prima della confluenza nell'Adige

- Zona Torrente Adanà: bacino idrografico del fiume Adanà, dalla sorgente fino alla serie di sbarramenti artificiali a valle dell'azienda "Armani Cornelio-Lardaro"

- Zona Rio Manes: bacino del Rio Manes fino alla cascata che si trova 200 metri a valle dell'azienda "Troticoltura Giovanelli", ubicata nella località "La Zinquantina"

 

Regione Lombardia, Provincia di Brescia

- Zona Ogliolo: bacino idrografico dalla sorgente dell'Ogliolo fino alla cascata che si trova a valle dell'allevamento ittico "Adamello", alla confluenza dell'Ogliolo nell'Oglio

 

Regione Umbria, Provincia di Perugia

- Zona Lago Trasimeno: il lago Trasimeno

 

Regione Veneto, Provincia di Belluno

- Zona Belluno: il bacino idrografico nella Provincia di Belluno che si estende dalla sorgente del torrente Ardo fino alla diga (situata presso il punto in cui il torrente sfocia nel fiume Piave) in cui è situata l'azienda "Centro Sperimentale di Acquacoltura, Valli di Bolzano Bellunese, Belluno"

Zone Riconosciute in Italia per quanto concerne la VHS

Regione Trentino-Alto Adige, Provincia Autonoma di Trento

-   Zona Valle dei Laghi: bacino idrografico dei laghi di San Massenza, Toblino e Cavedine fino allo sbarramento a valle, nella parte meridionale del lago di Cavedine che conduce alla centrale idroelettrica ubicata nel comune di Torbole.

Il testo integrale della decisione è presente nel sito internet Api www.api-online.it.

 

Si ricorda brevemente l’iter procedurale per ottenere ilriconoscimento di azienda indenne da Setticemia Emorragica Virale e Necrosi Emopoietica Infettiva situata in zona continentale non indenne.

 

Il titolare o il rappresentante legale  delle azienda candidata  ad ottenere il riconoscimento  di deve presentare:

Domanda di adesione al programma volontario per l’ottenimento del riconoscimento di azienda indenne in carta legale (come da modello ministeriale allegato  1) da inoltrare a Servizio Veterinario  della ASL di competenza cui vanno allegati i seguenti Documenti in triplice copia:

1.      certificato di iscrizione alla Camera di Commercio, Industria e Artigianato o all’Albo degli imprenditori agricoli istituito presso la Camera di Commercio di tutte le aziende interessate;

2.      planimetrie delle aziende interessate vistate da un tecnico del settore iscritto all’Albo (es. ingegnere, architetto, geometra, …) corredate di legenda, in scala da 1:100 a 1:500 (più copia su supporto lucido formato A4  per Min. Sanità);

3.      documentazione fotografica delle barriere naturali o artificiali presenti a valle dell’ultima azienda presente nella zona atte ad impedire la risalita dei pesci ed il loro ingresso nelle singole aziende, nonché di altre strutture eventualmente presenti nelle singole aziende, utili quali misure di prevenzione (in formato diapositiva per il Min. Sanità);

4.      eventuali referti analitici attestanti lo stato sanitario delle aziende.

Un copia di tale domanda, priva degli allegati, va inviata all’Assessorato Regionale della Sanità  per conoscenza.

 

L’adesione al programma volontario presuppone i seguenti obblighi per il proprietario:

·        introdurre nell’azienda uova, pesci e gameti delle specie sensibili solo da aziende o zone riconosciute indenni, accompagnati dai previsti certificati sanitari;

·        introdurre nell’azienda uova, pesci e gameti delle specie non sensibili solo se accompagnati dai previsti certificati sanitari;

·        conservare tutti i certificati per almeno due anni successivi all’eventuale ottenimento del riconoscimento comunitario;

·        comunicare all’ASL di competenza l’introduzione di uova, pesci e gameti con almeno 24 ore di anticipo;

·        denunciare tempestivamente al servizio veterinario qualsiasi sospetto di malattia infettiva e diffusiva dei pesci;

·        tenere aggiornato il registro integrato di allevamento;

·        offrire ogni forma utile forma di collaborazione al servizio veterinario.

 

 ITER PROCEDURALE

 

Le Aziende presentano  la domanda cumulativa e la documentazione in triplice copia all’ASL e per conoscenza una copia della sola domanda all’Assessorato Regionale alla Sanità.

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La ASL allega una relazione tecnica e relativa documentazione in duplice copia e trasmette il dossier all’Assessorato Regionale alla Sanità.

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L’Assessorato Regionale alla Sanità completa la documentazione e la invia al Ministero per la valutazione finale.

ß

Il Ministero della Sanità provvede a inoltrare il dossier a Bruxelles.

 

Presso la sede Api sono disponibili il testo completo della circolare ministeriale e fac-simile delle domande da presentare  per avviare la pratica di riconoscimento.

 

 

 

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