API ONLINE - Associazione Piscicoltori Italiani
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nel sito dell'Associazione Piscicoltori Italiani!

L’acquacoltura è uno dei settori potenzialmente più vitali del settore primario nazionale. Molteplici fattori hanno contribuito alla crescita di questo comparto, non ultimo lo sfruttamento di tecniche già collaudate nella zootecnia tradizionale, arricchita da una sperimentazione sempre più avanzata ed approfondita.


Lo sviluppo dell’attività di acquacoltura è stato accompagnato da una rapida evoluzione delle tecniche produttive, in special modo nei settori della riproduzione artificiale della ittiopatologia, della mangimistica e della tecnologia di allevamento.
La ricerca applicata alle tecnologie di allevamento si è poi attivata ideando soluzioni nuove, che hanno portato all’introduzione di sistemi per l’ossigenazione delle acque, al controllo computerizzato dei parametri chimico-fisici dell’acqua ed a sistemi sempre più sofisticati per le selezioni delle specie.


In questo contesto l’API si configura quale organismo professionale di categoria, costituito nel giugno del 1964 ed eretto Ente Morale con D.P.R. n. 1011 del 31 marzo 1970.
Il comparto dell’acquacoltura d’acqua dolce è rappresentato dall’allevamento dei salmonidi, in particolare la trota, che rappresenta la specie maggiormente allevata nel nostro Paese e per la quale l’Italia si pone ai vertici della produzione comunitaria, dei ciprinidi (carpa, tinca, ecc.), degli ictaluridi (pesce gatto europeo e americano), degli acipenseridi (storione), degli anguillidi, anch’esso ai vertici della produzione comunitaria, oltrechè di altre specie minori (luccio, ecc).


L’acquacoltura di acqua salata e marina prevede invece l’allevamento di specie quali il branzino e l’orata, il sarago, l’ombrina, l’anguilla oltre ad altre specie di minore importanza come il cefalame ed il mollame (che solitamente si allevano nelle valli da pesca e in taluni casi in bacini confinanti con gli stessi allevamenti).
Associa così più di 300 imprese di allevamento, di tutte le specie, che rappresentano circa il 90% delle produzione nazionale di pesce di allevamento.